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Un po’ di storia

Unix è il padre di tutti i sistemi operativi moderni.

Durante gli anni ’60, i laboratori Bell presero parte allo sforzo di realizzazione di Multics, un sistema operativo di ampio respiro che avrebbe dovuto rimpiazzare quanto esistente allora nella maggior parte delle applicazioni. Multics in pratica non decollò mai, ma il gruppo di ricercatori Multics dei laboratori Bell concepì Unix mettendo a frutto le proprie conoscenze ed escogitando soluzioni innovative, sviluppando addirittura un nuovo linguaggio di programmazione adatto alle proprie esigenze: il C. Nomi come quelli di Ritchie, Kernighan e Thompson cominciarono a diventare famosi. La prima versione “pubblica” di Unix nacque all’inizio degli anni ’70 e si propagò negli ambienti di ricerca e nelle università americane prima, di tutto il mondo poi.

Da allora Unix non ha cessato di evolversi. Oggi esistono due grandi famiglie: BSD e System V, che ne raccolgono moltissime varianti, commerciali e non. Trent’anni in informatica sono un’eternità, eppure i concetti che stanno alla base di Unix sono tutt’ora modernissimi, a cominciare dal multitasking, dalla multiutenza, dall’apertura e dalla fortissima integrabilità nelle reti. Anzi, l’età porta con sè affinamento e ottimizzazione, nonché efficienza, essendo stato lo sviluppo originale compiuto su piattaforme (PDP-7 e PDP-11) che oggi potremmo definire ridicole, con processori lentissimi e scarsissima memoria a disposizione se paragonati ad un qualunque PC moderno.

Durante gli anni ’80 nacque Minix, per iniziativa di un solo uomo; uno Unix elementare concepito per usi didattici. Minix mostrò come fosse possibile realizzare un vero e proprio sistema operativo senza gli investimenti colossali che si davano ormai per scontati. Grazie a quella “folgorazione” altri si cimentarono nella realizzazione di Unix completi e non commerciali; per citarne uno che tutti ormai conoscono: Linux. Uno di tali progetti fu 386BSD, derivato da 4.4BSD-Lite dell’universita’ americana di Berkeley. FreeBSD è uno degli eredi di 386BSD, insieme ai suoi “fratelli” NetBSD, OpenBSD, DragonflyBSD e BSD/OS e a suo “cugino” MacOS X.

Su Internet è disponibile un ottimo albero genealogico di Unix

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