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  • FreeBSD security

    • Security Advisory: FreeBSD-SA-16:19.sendmsg https://t.co/bbpFnikfDI
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    • RT @MayaPosch: If Microsoft put the energy used for forcing Windows 10 onto Win7 users into making a good new OS, maybe we could be enticed into upgrading.
    • RT @lattera: #bhyve UEFI GOP working flawlessly on #HardenedBSD, even with PIE + RELRO + BIND_NOW. Full: https://t.co/PFzWaDavzu https://t.co/f8RkSfhZkS
    • RT @pr1ntf: I should be tagging a new release for iohyve and submitting to ports this weekend. Lots of cleanup thanks to the efforts of some folks.
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    • RT @fitchitis: pkg 1.8.0 has been released. https://t.co/18eVbAF1FO #freebsd

Come provare FreeBSD

FreeBSD può essere installato via CD, DVD, FTP, NFS, floppy, nastro o una partizione FAT (MS-DOS o Windows).

Il metodo più comune e veloce è sicuramente il CD o il DVD, ottenibili attraverso numerosi rivenditori. Una distribuzione “ufficiale” si può ordinare presso FreeBSD Mall o BSD Mall con carta di credito; parte dei proventi derivanti dalle vendite finanziano il progetto. Per risparmiare è possibile ordinare ad esempio presso Cheapbytes. Se disponete di una connessione dedicata ad Internet e non volete spendere un soldo o quasi, potete anche scaricare l’immagine ISO (avviabile direttamente) del CD di installazione per la piattaforma desiderata da questo sito e darla in pasto ad un masterizzatore. Un altro DVD ricchissimo di materiale può essere ordinato in Gran Bretagna presso FreeBSD Services.

Volendo provare FreeBSD e non possedendo un masterizzatore, il metodo migliore è molto probabilmente FTP. Di seguito le istruzioni basilari per l’installazione via FTP; per l’hardware supportato, le istruzioni dettagliate e la risoluzione di eventuali problemi potete fare riferimento all’apposito capitolo del manuale di FreeBSD: l’handbook (in inglese, finché la traduzione non sarà completata). Naturalmente le mailing list del GUFI sono a vostra disposizione, in particolare la lista di aiuto.

Una volta ottenuto il CD di installazione, inseritelo e riavviate la macchina. Seguite le istruzioni, scegliendo, una volta raggiunto il menu principale dell’installazione, la modalità “standard” (nota per gli esperti: tale modalità vi consente di scegliere accuratamente cosa installare e come… semplicemente, vi pone tutte le domande nella sequenza più opportuna, quindi è adatta anche a chi se ne intende). Se avete dubbi lasciate i default; è decisamente meglio che rispondere in maniera scorretta alle domande poste dal sistema. Per quanto riguarda la suddivisione della partizione FreeBSD in filesystem, potete lasciare che sia il sistema a decidere, durante la vostra prima installazione. Circa il livello di sicurezza, per la vostra prima installazione non accanitevi: avrete comunque modo di “girare la vite” in seguito, se necessario. Alcune note in ordine sparso:

  • il programma di installazione può essere richiamato sul sistema funzionante con /stand/sysinstall, da superuser (root)
  • FreeBSD ha due concetti di “partizione”; tipicamente su ciascun hard disk si crea una sola partizione 165 (FreeBSD appunto), la quale poi si può suddividere in vari filesystem e swap area (non è richiesta una partizione swap separata). Non è possibile installare FreeBSD in un volume logico dentro una partizione estesa. Nel gergo di FreeBSD quelle che normalmente si definiscono partizioni (massimo 4 per disco) si chiamano “slice”, mentre i filesystem all’interno si chiamano anche “partizioni”
  • una volta ambientati e installato un sistema a lungo termine, considerate la possibilità di seguire i bug fix per la vostra release o di renderlo STABLE; le istruzioni si trovano nell’handbook.

Vi consigliamo di non fare troppo affidamento sulla vostra primissima installazione; alcune scelte, come la ripartizione dello spazio su disco tra i vari filesystem, non saranno molto probabilmente quelle ideali. Trattate la vostra prima installazione come sperimentale e siate pronti a rifarla non appena vi troverete a vostro agio.

Se conoscete già una o più versioni di Unix, vi accorgerete che FreeBSD non è poi così diverso; naturalmente si tratta di un sistema BSD, non System V. Se venite da System V all’inizio la maggior parte dei file non saranno “al posto giusto”, dal vostro punto di vista, benché in effetti siano molto più “ordinati” che su System V (date un’occhiata a /etc e confrontatene il contenuto con quello di, poniamo, un sistema SCO Unix, o anche Solaris…). Se non avete mai visto Unix e siete abituati a piattaforme grafiche come Windows e Mac, installate senza esitare anche X Window e un desktop grafico come KDE o Gnome, tenendo comunque presente che Unix è e resterà nel prossimo futuro fondamentalmente un sistema a carattere. Se avrete la pazienza di adattarvi, sarete ricompensati!

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